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Benvenuti al ristorante L'Oasi di Vescovio

 

Santuario di Vescovio

Situato a ridosso dell' "Ecclesia Cathedralis Sabinorium", Vescovio è l'antica "Forum-Novum" del tempo di Roma. La pianura antistante conserva resti di abitazioni romane, di essa parla anche lo scrittore Plinio mentre Virgilio ne presuppone l'esistenza e l'ubicazione nel libro VII dell' "Eneide". Vescovio è meta crescente di visitatori come oasi di sollievo spirituale e di riposante tranquillità in una vallata aperta e silenziosa. La pineta antistante e l'affascinante circondario, lo rendono uno dei posti più belli della Sabina...

Come Raggiungerci

Come Raggiungerci:

Da Nord :

- Autostrada A1

- Uscita Ponzano Romano

- Seguire indicazioni per "Santuario di Vescovio" 

 

Da Sud :

- Autostrada A1

- Uscita Ponzano Romano

- Seguire indicazioni per "Santuario di Vescovio"

 

Dall'Aeroporto di Fiumicino : 

- Autostrada Roma - Fiumicino, direzione GRA

- Uscita Direzione Roma Nord, Firenze

- Uscita Autostrada A1 direzione FIRENZE

- Uscita Ponzano Romano

- Seguire indicazioni per "Santuario di Vescovio"

 

 

 

 

 

 

La ricostruzione

CriptaLa ricostruzione
Nell'876 (e non nell'897 come taluni Autori asseriscono) Vescovìo viene distrutta dai Saraceni nella loro prima scorreria. Essi, in questa prima occasione, rispettano Farfa (distrutta invece nella seconda dell'897), perché collegata con gli Spoletini ai quali essi stessi erano alleati. La Sede Episcopale venne trasferita nella Chiesa di S. Lorenzo a loffia, dove restò per pochi anni. Molto probabilmente Vescovìo aveva subito anche altre precedenti distruzioni. Nell'881 il Vescovo Amedeo, con l'aiuto del fratello Conte di Borgogna e uomo d'armi, sceso a Roma con Carlo il Grosso, riportò la Sède Episcopale a Vescovìo. Scomparso il pericolo Saraceno, il Vescovo Amedeo mise immediatamente mano alla ricostruzione della Chiesa con l'aiuto anche del Papa Landone, originario di Vescovìo, che in ricordo del padre Trano intervenne con una munifica donazione. Fu ricostruita l'abitazione del Vescovo e si tentò di rimettere in piedi anche il centro cittadino.Al presente, il Santuario è custodito e rimane aperto in continuazione per i Devoti della Madonna e i Cultori dell'arte. Negli ultimi anni, la località, sia per le mutate condizioni di vita che permettono più frequenti spostamenti, sia per le attrezzature ricettive che offre, atte a soddisfare le legittime esigenze odierne, è mèta crescente di visitatori che la scelgono come òasi di sollievo spirituale e di riposante tranquillità in una vallata aperta e si"Tenziosa".

Vescovìo Pagana

CrocifissioneVescovìo Pagana
La cittadina romana di «Forum Novum» su cui oggi sorge Vescovìo, era centro di fiorente mercato venendo a trovarsi all'incrocio di strade di particolare importanza. Di essa parla già lo scrittore Plinio nominandola insieme ad altre localitài«Sabinorum Amiterni, Curenses,Forum Decii, Forum Novum» (Hist. Nat. lib. Ili cap. 12). Virgilio ne presuppone l'esistenza e l'ubicazione quando nel libro VII dell'Eneide (w. 706-717) nell'elenco dei Combattenti raccolti da Turno enumera quello che «...Gasperiamque colunt Forulosque et flumen Imellae» (...da Casperia, da Fonili e d'Imella eran venuti (vv. 1074-1075): traduzione di Annibal Caro). Corrispondendo, infatti, Casperia alla odierna cittadina omonima e indicando i Fornii negli abitanti di Rocchette e Rocchettine (o forse di Forano), l'espressione finale vuole certamente indicare la pianura e l'abitato del fiume Imella (l'odierna Aja), cioè proprio «Forum Novum» in cui, tuttora, tale torrente scorre. La pianura conserva, a poca profondità, resti di abitazioni romane, individuate da occasionali sondaggi, mentre altri, di notevole mole, emergono per vasto raggio. Molto più numerose sono le testimonianze sulla organizzazione amministrativa e strutturale di «Forum Novum».
La copiosa messe di scritture epigrafiche, relative all'argomento, è stata ordinata dal Momsen nel voi. IX, n. 4769-4851 del «Corpus Inscriptionum Latinorum». Da queste risulta, innanzi tutto, certo, che «Forum Novum» era un «Municipium», che si estende con il complesso dei suoi edifici sul colle e nella pianura delimitata dai due torrenti.

 

L'importanza del centro interessava tutte le località vicino perché da molti documenti epigrafici, che sono una conferma della «Passio» dei Martiri locali di cui si tratterà più oltre, risulta che il detto Municipio sorgeva all'incrocio di molte strade, una delle quali conduceva ad «Ocricolum» (l'odierna Otricoli), per cui, facilmente accessibile, ospitava un mercato popoloso, il più importante della zona, che, in un secondo tempo, darà origine alla città stessa. Nonostante la sua natura di Municipium, «Forum Novum» era retta da «Duoviri» e non da «Quadrumviri», perché, essendo centro di mercato, era necessario che per gli eventuali non infrequenti disordini, l'intervento dell'Autorità fosse più tempestivo ed efficace.
Un grandioso acquedotto, fatto costruire a sue spese dal benemerito concittadino P. Faianus Plebeius, era più che sufficiente a soddisfare le esigenze del centro urbano. Faianus, anzi, fu così generoso da costruire, sempre a sue spese, anche la fontana (lacus) e far sì che l'acqua raggiungesse le piscine delle tenne e i bagni pubblici, che sorgevano nella pianura foronovana (campus). Una lapide, di cui la prima metà è a Torri, sulla facciata della Villa Camuccini, in località Collecalvo, e la seconda a Vescovìo, ricorda l'opera pubblica del generoso Paiano.

Santuario  S. Maria della Lode Santuario S.Maria della Lode in Vescovìo: interno A conferma, sono ancora esistenti e visibili i resti di tale acquedotto, che risalgono dall'antico abitato lungo un tratto dell'attuale strada provinciale, verso la vallata dell'Imella, ricca di sorgenti. Come ogni Municipio che si rispetti, anche "Forum Novum" apparteneva ad una delle tribù della Regione: la Clustumina (Momsen CIL IX 4789-4808), la Claudia (4790), la Papiria (4842), la Stellatina (4792).
Era naturale che in un centro tanto importante, ove si notano numerosi indici di benessere materiale, non dovessero mancare le espressioni del sentimento religioso e della vita spirituale. Vicino all'acquedotto, oltre alla fontana, alla piscina e al mercato, sorgeva il tempio di Venere. Una lapide, che ha tutte le caratteristiche del I secolo dopo Cristo, conservata a Vescovìo, porta questa dedica: VENERI LIVIA.PÌ AEDEm. Ci ritroviamo, con grande probabilità, di fronte ad una dedica o ad un restauro del tempio di Venere. Erano venerate anche altre divinità, come Cerere e Libero (ce lo ricorda la Passio dei Martiri Antimo e Compagni), Iside, Serapide, Mercurio e la Dea Fortuna (ne fanno fede le iscrizioni del Momsen). I Penati e i Lari (divinità domestiche) erano tenuti in grande considerazione (una iscrizione su pietra reca: "Laribus diis dicatum"). I buoni cittadini del municipio foronovano erano particolarmente sensibili ad ogni forma di culto imperiale, che era esercitato a "Forum Novum" da uno speciale Collegio Sacerdotale, detto dei "Seviri" o "Seviri Augustales". Le dediche, che le autorità municipali di "Forum Novum" facevano incidere in onore degli Imperatori, portano i nomi di Druso e Germanico, di Gordiano e di altri Imperatori, come risulta da vari frammenti di iscrizioni tuttora visibili
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